Anche Confindustria e Clusit patrocinano il Privacy Day
13 settembre 2010 Lascia un commento
Mentre si aggiungono anche Confindustria e Clusit agli enti che hanno concesso il patrocinio al Privacy Day del 12 novembre ad Arezzo, pervengono senza sosta le prenotazioni per partecipare a questa speciale giornata dedicata a safety & security aziendale, privacy e protezione di dati personali. Benché manchino oltre due mesi all’evento, sono infatti già circa un centinaio, sui circa 200 posti disponibili, le prenotazioni online pervenute tramite i siti www.federprivacy.it e www.privacyday.it. Ma ciò che distingue il flusso delle iscrizioni al Privacy Day, non è tanto il numero, quanto le località da dove pervengono e le categorie di appartenenza dei partecipanti. Dalla Lombardia alla Sicilia, dal Veneto alla Sardegna, è costituito da consulenti del lavoro, consulenti privacy, detective, commercialisti e avvocati, responsabili privacy aziendali, amministratori di sistema, ingegneri e periti industriali, imprenditori, ed altri professionisti, l’esercito degli interessati alle tematiche privacy. E anche se è vero che non mancheranno le presenze eccellenti, come il vice Garante Privacy Giuseppe Chiaravalloti, il presidente dell’Istituto Italiano Privacy Luca Bolognini, il presidente dell’Associazione Nazionale Difesa Privacy Michele Iaselli, il presidente di Federprivacy Nicola Bernardi, rappresentanti di Federsicurezza, Confindustria, Consulenti del Lavoro, Federpol, e anche il comico Pippo Franco, l’interesse che sta riscuotendo il Privacy Day è senza dubbio dovuto a una crescente attenzione sulle necessità di adottare le dovute misure di sicurezza a protezione dei dati personali gestiti da enti ed aziende, che spesso rappresentano la spada di Damocle per l’imprenditore: da una parte ricchezza dell’azienda, d’altra parte delicato patrimonio da proteggere e custodire nel rispetto delle leggi vigenti in materia di privacy, soprattutto da quando, con il continuo progresso tecnologico, la tutela dei dati personali non è più collegata a documenti cartacei, ma a dati smaterializzati come dati biometrici di impronte digitali e retine oculari, registrazioni di immagini, file in rete spesso ospitati in server fuori dai confini nazionali, intercettazioni telefoniche, furti d’identità, body scanner, fascicoli sanitari elettronici, geolocalizzazione, cosiccome a semplici strumenti usati comunemente dal cittadino come telepass, carte di credito, telefoni cellulari, tom-tom, webcam, motori di ricerca sul web e ogni altro apparato che possa contribuire a monitorare ogni nostro spostamento, o operazioni che compiamo quotidianamente senza avvertire troppo la sensazione di essere spiati da qualcuno, ma che potenzialmente rappresentano un abnorme grande fratello. Leggi il resto dell’articolo






