LinuxDay 2013: la migrazione al software libero rappresenta un’opportunità di riduzione della spesa pubblica

linuxIl LinuxDay 2013, organizzato da Italian Linux Society e sponsorizzato da Linux Professional Institute, si terrà sabato 26 ottobre in tutte le regioni italiane, con una serie di eventi elencati sul sito: http://www.linuxday.it/. L’evento arriva in un momento particolarmente positivo per il software libero in Italia, che viene adottato sempre più spesso e in modo sempre più ampio sia dalle pubbliche amministrazioni sia dalle aziende private, per i vantaggi che apporta in termini di contenimento della spesa, di sicurezza e di privacy, e di investimenti a livello locale.

Infatti, sulla base delle esperienze della Provincia di Perugia e della Provincia di Macerata, e delle proiezioni della Provincia di Bolzano, la migrazione al software libero offre un’opportunità di risparmio che si può stimare in una cifra compresa tra 100 e 200 euro per postazione di lavoro, che – proiettata sugli oltre tre milioni di dipendenti pubblici – porta a un contenimento della spesa compreso tra i 300 e i 600 milioni di euro. A questo importante risultato si aggiungono l’indipendenza dai vendor, le garanzie in termini di sicurezza e privacy offerte dal software open source rispetto a quello proprietario, e gli investimenti a livello locale associati – in diversa misura – a tutti i progetti di migrazione.

Risultati che hanno convinto anche alcune aziende private a valutare con enorme attenzione la migrazione al software libero. Alla recente LibreOffice Conference c’erano diversi esponenti di grandi aziende, anche multinazionali, che stanno per lanciare progetti estremamente ambiziosi, che coinvolgono migliaia di utenti.

Questo significa che l’Italia si sta allineando alla situazione di altri Paesi europei come la Francia, la Germania, la Danimarca e la Spagna, dove esistono diversi enti pubblici che funzionano grazie a infrastrutture IT completamente basate sul software libero, installato su decine o centinaia di migliaia di personal computer, come nel caso del Ministero delle Finanze in Francia (circa 250.000 PC) o della Provincia Autonoma di Valencia in Spagna (circa 120.000 PC).

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