Lenovo acquisisce Motorola Mobility da Google

Dopo essersi portata a casa i server x86 da Ibm, Lenovo si è comprata anche Motorola Mobility da Google: inizia così la sfida con Samsung e Apple

16399Se nei giorni scorsi Lenovo per 2.3 miliardi di dollari aveva annunciato l’acquisizione dei server x86 di IBM, ieri notte per 2.91 miliardi di dollari ha comprato Motorola Mobilty da Google, che aveva messo mano al portafoglio dei brevetti Motorola per 12.5 miliardi di dollari solo nel 2012.
Lenovo pagherà a Google 660 milioni di dollari cash, 750 milioni di dollari in azioni e i restanti 1.5 miliardi sotto forma di “cambiale” triennale. Come parte della transazione, Lenovo riceverà anche 2.000 asset di brevetti, argomento conteso dai grandi per lo sviluppo dei dispositivi futuri.

Se con la mossa di qualche giorno fa Lenovo entrava di peso nel mercato del server di fascia bassa con obiettivi di raddoppio del market share, con la mossa di stanotte Lenovo parte all’attacco di Apple e Samsung senza remore.
Nello stesso tempo Google rasserena i propri rapporti con Samsung, il vendor strategico per l’azienda di Mountain View e primo nella vendita di dispositivi Android con i suoi Galaxy che mal aveva digerito l’acquisizione di Motorola di un paio di anni fa. Google sembra tornare alle origini, come sottolinea il ceo Larry Page, che ha dichiarato di vendere Motorola Mobility “per rifocalizzare l’azienda su software e servizi, invece che sui dispositivi” (ma i Google Glass non sono tali? come vanno rilette le mosse fatte nel mercato dell’Internet of the Things?).

In questo scenario Lenovo rafforza le sue divisioni e l’italiano Gianfranco Lanci – storico capo di Acer, passato come consulente da Samsung prima di approdare in Lenovo – è stato nominato Chief Operating Officer e prende la responsabilità globale della Business Group PC, allargando l’area delle sue competenze, ma soprattutto gestendo direttamente la responsabilità dei grandi clienti multinazionali di Lenovo (i key global account) e delle alleanza strategiche. Clienti e alleanze che spesso sono le stesse per tutti i grandi vendor.

Non c’è che dire: le carte sono state rimescolate, ci vorrà tempo per mettere a fuoco le strategie che tutto ciò comporta anche per dipendenti, filiera, partner tecnologici, canali distributivi, mercati ma sicuramente le mosse della settimana stanno facendo chiarezza nel DNA delle aziende interessate. Se guardo a Ibm, con grande rispetto e senso di attesa per capire dove porterà la scelta fatta in ambito server, vedo un’azienda che ha il coraggio di uscire da uno dei mercati che oggi fatica a crescere e che cede il passo al mondo cloud e ai server virtuali, liberando spazi anche per altri vendor che nel mercato dei server continuano a credere da tempo come Hp e da meno anni come Cisco.
Hp – con il tira e molla di qualche anno fa sull’uscita dal mercato pc, per poi tornare sui propri passi – ha pagato la sua titubanza. IBM non tornerà indietro credo, come non lo fece nel 2005 con  la lungimiranza con la quale vendette la divisone Pc a Lenovo per svoltare verso software e servizi. Google ha avuto dal canto suo il coraggio di ritornare sui propri passi con Motorola, vedremo.
Insomma, molto cambia. Se da una parte  software e servizi per Ibm e Google si riconfermano il core, per Lenovo l’hardware è tutto.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...