Privacy Officer: raggiunge le 15 nazioni europee

Internet, RFID, biometria,videosorveglianza intelligente, cloud computing e localizzazione satellitare sono solo alcuni dei fenomeni tecnologici che stanno influenzando l’applicazione della disciplina sulla protezione dei dati personali.

chief_privacy_officerL’originario concetto di Privacy come diritto ad  “essere lasciati in pace”, ha lasciato il posto al diritto individuale di esercitare un controllo attivo sulla circolazione delle proprie informazioni personali.

Tenendo presente che la misura della velocità con la quale l’evoluzione tecnologica opera è data dall’arco di tempo intercorrente fra la scoperta di un fenomeno e la sua implementazione tecnica e che questo lasso di tempo è sempre più breve, è evidente  la necessità,da parte di aziende e pubbliche amministrazioni,di ricorrere a figure professionali, particolarmente competenti e idonee a garantire il rispetto del diritto alla riservatezza di cittadini e lavoratori, sotto il duplice profilo della tutela delle libertà fondamentali e della dignità personale.

Queste figure si chiamano, oggi, Privacy Officer e sono persone esperte di data protection. Definite anche Chief Privacy Officer in società multinazionali,sono responsabili privacy che effettuano privacy impact assessment e conducono per ogni progetto aziendale dettagliate analisi di risk assessment.

Nata ufficialmente negli Stati uniti nel 1999 e già regolamentata per legge in 15 nazioni d’Europa,questa figura professionale diventerà obbligatoria a livello europeo con l’entrata in vigore del regolamento unico sulla protezione dei dati personali, che andrà a sostituire la direttiva 95/46/CE.

In Italia, è attualmente possibile acquisire competenze specifiche seguendo un percorso formativo dedicato, in grado di far conseguire una certificazione riconosciuta a livello internazionale.

Sebbene si tratti di una figura professionale non prevista dalla legge italiana, è già una realtà presente in diversi contesti  al punto che la stessa Autorità Garante nella propria Relazione annuale presentata nel 2012 ne sottolinea l’importanza affermando che: un ruolo positivo è sicuramente giocato dalle figure di responsabili privacy, oramai piuttosto diffuse, che, coordinando e indirizzando l’azione degli uffici periferici, assicurano una più puntuale e attenta applicazione della legge. In una qualche misura, dall’ esperienza di queste nuove figure professionali viene quasi anticipata la funzione del privacy officer, ben conosciuta in altri ordinamenti e recentemente inserita nelle bozze del nuovo regolamento comunitario in materia di protezione dei dati personali. (Relazione 2012, cit. pag. 227).

Sull’argomento, ne parlerà l’Avv. Marco Soffientini, coordinatore del Comitato Scientifico di Federprivacy al Festival ICT, che si svolgerà il 6 novembre 2014 al Mediolanum Forum di Assago, dove l’associazione parteciperà con un programma interamente dedicato alla data protection, presentando anche il nuovo magazine “Privacy News”, una cui copia sarà data in omaggio a tutti i partecipanti.

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